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Leggere Umbria She Said di Elisabetta Bricca: viaggio tra colori, sapori e scrittura

22 aprile 2015
Umbria She Said di Elisabetta Bricca (immagine via web)

Lunedì ti ho parlato di Antonella Albano e del suo Io, Liam paragonandola ad una sorta di mamma affettuosa e calorosa.

Oggi, invece, ti racconto di Elisabetta Bricca e del suo Umbria She Said. Per lei ho scelto un fiore semplicissimo, ma così ricco di dettagli da farlo sembrare un piccolo gioiello di grazia e perfezione.

Ti confesso che la mia considerazione nei confronti di Elisabetta varia dalla soggezione, in quanto veterana nell’esercizio della scrittura, all’identificazione. Con identificazione non intendo equipararmi a lei però la sua sensibilità, in qualche modo, tocca anche la mia e mi fa sentire un po’ meno sola e più fiduciosa nelle mie capacità.

Se Antonella Albano è intensa, generosa e sempre pronta a sostenerti e a dimostrarti affetto, Elisabetta è dolce ma non smielata, gentile ma non adulatrice. Diretta, sempre. Anche a costo di apparire dura e inflessibile.
Sei stato nella vampiresca Taranto, dove sacrificio e amore hanno la meglio sulle forze del male. Ora, invece, ti mostro la splendida e sfaccettata signora etrusca dal cuore di smeraldo, l’Umbria.

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Umbria She Said, una signora etrusca dal cuore di smeraldo

Devo ammettere che, quando intraprendo la lettura di un nuovo libro, mi aspetto sempre di partire gradualmente. Come quando si conosce una persona nuova e non si sa bene come comportarsi, ma con Umbria She Said, di Elisabetta Bricca, non è stato così.

Prendendo in considerazione le recensioni che sono state redatte su altri lavori di questa autrice, non posso far altro che confermare di essermi imbattuta in uno stile di scrittura coinvolgente, colloquiale, delicato, raffinato e, soprattutto, visivo. Se dovessi scegliere un aggettivo per descrivere Umbria She Said, travel fiction edito Lighthouse Publisher, non saprei quale sarebbe più consono. È fresco, incalzante, colorato.

L’Umbria… Di questa regione ho potuto vedere la piazza di Perugia e ho risalito le stradine contorte, di origine medievale, di Gubbio. Posticini opulenti e discreti allo stesso tempo che mi sussurravano all’orecchio quanto questa località avesse da offrire agli estimatori della bellezza. Mi dissi che, prima o poi, sarei tornata, per esplorarla con maggiore attenzione. Bene, circondata dal paesaggio spigoloso e dai continui cambiamenti atmosferici che caratterizzano la mia regione di appartenenza, il Friuli, ho potuto, in un certo senso, realizzare questo mio piccolo proposito.

Che meraviglia. Se con Io, Liam volevo abbracciare Antonella Albano, con Umbria She Said stavo facendo mente locale di quello che avrei dovuto mettere in valigia. E partire. Il passato glorioso e l’entusiasmo con il quale l’autrice decanta i suoi luoghi creano un testo non solo piacevole, romantico e scorrevole ma anche preciso e dettagliato. Leggendo, ho avuto l’impressione di vedere, toccare, assaporare e odorare tutto quello che questa famiglia andava vivendo.

Umbria She Said è un racconto fortemente autobiografico. La protagonista lascia un lavoro come copywriter e decide di dedicarsi alla scrittura, interamente. È qui che ho sentito alcune similitudini con la personalità di Elisabetta Bricca, soprattutto quando descrive il ritorno a casa del marito, dopo una giornata di duro lavoro.

Io non ho figli, ma le spese di una casa e del mantenimento dei suoi abitanti sono all’ordine del giorno e, se è solo uno a lavorare, pesano. Le occasioni e le possibilità di svago si assottigliano drasticamente e si arriva ad un punto tale che, più che vivere, sembra di sopravvivere. Lo sconforto e l’inadeguatezza che si sente nel non riuscire a contribuire appieno alle spese domestiche, è dietro l’angolo e ti dispiace di non essere il sostegno che avresti voluto essere per la persona amata. È sulla base di queste, forse un po’ amare considerazioni, che mi è scesa una lacrimuccia quando ho letto questo passaggio:

« Lo vedo arrivare da lontano. Ha la barba punteggiata di bianco, il cappello di lana calato sui capelli un po’ lunghi. Tiene qualcosa sottobraccio, ma stento a riconoscere cosa.
Riconosco invece quel suo sorriso caldo, scintillante che mi fa credere che tutto sia sempre possibile.
‘ Ho portato un regalo per le bimbe’ mi dice, mostrandomi un piccolo alberello di ginepro. ‘ per Natale, possiamo decorarlo con fiocchi rossi’.
‘E palline dorate di pasta di sale’ finisco io.
Gli guardo le mani, ha le dita ferite».

Ma no, mi è venuta la lacrimuccia pure adesso, mentre trascrivevo il pezzo. A te, non ti si è sciolto il cuoricino? Mentre lei descriveva il ritorno a casa del marito, io sovrapponevo quella di quando rientra il mio compagno. Stanco, pieno di polvere eppure, con il sorriso. Credo che sia questa la peculiarità di Elisabetta Bricca, giocare con immagini quotidiane, comuni e renderle meravigliose, quasi magiche. Per questo è una scrittrice visiva e, quando fissa su carta un pensiero, l’apparenza lascia il posto all’essere, alle emozioni, a quello che è veramente importante. La semplicità delle piccole cose, descritta dalla sua penna, rivelano una veste regale.
Vuoi già leggerlo? Lo trovi qui ma, aspetta, Elisabetta Bricca non è solo scrittrice. Seguimi ancora un momento e ti spiego.

Elisabetta-Bricca-Umbria-She-Said

Elisabetta Bricca: copywriter, scrittrice, recensore, food blogger…

Umbria She Said dà un’informazione importante sulle competenze professionali di Elisabetta. Non è sempre stata scrittrice, ha lavorato sodo per diventarlo e, in passato, ha dato prova di resistenza e creatività anche nel ruolo di copywriter. Se vuoi un esempio pratico, prova a sbirciare nel porfolio della Mark It Group Servizi di Roma, questo è un progetto al quale ha lavorato.
Le ho chiesto se poteva dirmi qualcosa di più su questa figura professionale (da non confondere con il web writer) e, al limite, dare qualche consiglio a chi volesse intraprendere questo percorso. Questa è la sua risposta:

«Il Copywriter e l’Art Director formano la coppia creativa di un’agenzia pubblicitaria. Sono loro che partoriscono le idee per una campagna pubblicitaria o uno spot televisivo. Il Copy si occupa della parte testuale, delle parole. Headline, body copy e pay-off sono il suo pane quotidiano. Poche regole, ma fondamentali. Per fare questa professione devi sfornare idee alla velocità di Speedy Gonzales, possedere una notevole capacità di sintesi e parecchia resistenza fisica e mentale. Non esistono orari fissi in questo lavoro. Io ho avuto la fortuna di iniziare subito dopo la Laurea in Sociologia Comunicazione e Mass Media. Credo che la mia carta vincente sia stato l’argomento della mia tesi di allora, dedicata al linguaggio internazionale della pubblicità con stage pratico in agenzia. Oltre alle competenze necessarie, il lavoro del Copywriter lo devi amare ed essere una spugna capace di assorbire più informazioni possibili, una specie di Spongebob. Una campagna pubblicitaria va gestita attraverso diversi canali di informazione quali stampa cartacea, televisione, radio e, naturalmente, i social. Questi ultimi sono uno dei più potenti mezzi di comunicazione. Insomma, non è raro che il copywriter debba fare la nottata per portare a termine un lavoro di questa mole. Per questo, devi amare questo mestiere».

Vuoi fare il copywriter? Questa è la punta dell’iceberg e, come in ogni professione, non ci si inventa da un giorno all’altro. Quel che è certo è che l’autrice è una donna forte, determinata e vulcanica. Qualità che le hanno anche dato il coraggio di rinunciare alla carriera, per il bene della sua famiglia, per l’amore che nutre per la scrittura e per la sua terra.

Non so te, ma io la prendo a modello. Nel mentre, miro a qualcosa di relativamente meno impegnativo (sì, va bene, lo ammetto. Non disdegno le 8 ore di sonno e il riposino pomeridiano) e mi studio i suoi blogs. Se vuoi venire con me, su elisabettabricca potrai trovare i suoi libri e, perché no, anche qualche consiglio di scrittura.

Ti è venuta fame a leggere questo lunghissimo articolo? Niente paura, la mia protagonista di oggi è anche una cuoca sopraffina. Ti sei già preparato e mangiato gli struffoli, la cui ricetta è allegata nelle ultime pagine di Umbria She Said? Va bene, solo perché mi hai letto fino in fondo, ti lascio anche il suo blog culinario, DeliciousEly.

Che dici? Ti ho trattato bene, sì o no?

Photo Credits: A proposito, l’immagine in evidenza raffigura una Lewisia Cotyledon. Me l’ha detto un amico che gestisce un blog a tema, Tropical Gardens.

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4 Comments

  • Reply bla bla blogger 24 aprile 2015 - Social-Evolution di Paola Chiesa 24 aprile 2015 at 10:52

    […] “Umbria She Said”, un viaggio tra colori, sapori e scrittura di Rita Fortunato […]

  • Reply #GuestStory di Elisabetta Bricca: La gabbia | paroleombra 10 novembre 2015 at 8:10

    […] voglio tornare a leggere e a farti leggere Elisabetta Bricca. L’hai conosciuta con Umbria She Said e da tempo la corteggio per avere uno dei suoi racconti da ospitare. E lei mi affida […]

  • Reply Io, Liam: una Taranto vampiresca | paroleombra 26 novembre 2015 at 9:21

    […] romanzo Io, Liam di Antonella Albano, ma ti aspetto mercoledì per chiacchierare del racconto lungo Umbria She Said di Elisabetta Bricca. Sono scrittrici diverse per esperienze e personalità ma, nella loro […]

  • Reply Leggere Il rifugio delle ginestre di Elisabetta Bricca – ParoleOmbra 16 giugno 2017 at 6:30

    […] un dato negativo, ma è determinato dallo stile di scrittura dell’autrice che già si rivela in Umbria, She Said. Uno stile descrittivo che evoca immagini visive molto ricche e intense. Alcune frasi sono così […]

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