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Alice nel paese delle meraviglie, guida per il lettore

15 aprile 2015
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Come per Peter Pan anche Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll l’ho prima vista e poi letta. Ho tutte le videocassette della Walt Disney e quella dove sono narrate le avventure della bambina so tutto io, credimi, è la più consumata.

A mia madre bastava piazzarmi davanti a questo cartone per assicurarsi qualche oretta di pace e tranquillità. Da piccola una ne pensavo e mille ne combinavo, provate a chiedere al mio gatto e al guardaroba di vestititi che gli misuravo. Cara bestiola, non si è mai ribellata. Tranne quella volta che gli ho fatto il bagno e l’ho ricorsa per tutto il giardino con l’accappatoio in mano. Vagli a spiegare che non volevo che si prendesse un malanno…

Tornando a noi, grande successo del cartone animato di Alice nel paese delle meraviglie con conseguente sconcerto della mia genitrice. Non si capacitava del perché mi affascinasse tanto. Provo a spiegartelo e mi raccomando, c’è una sorpresa. Tranquillo, niente scherzi al gatto!
Lewis-Carroll-Alice-nel-paese-delle-meraviglie-Feltrinelli

Alice nel paese delle meraviglie: onirica poesia

Alice nel paese delle meraviglie  (edito Feltrinelli) l’ho letto alla veneranda età di 30 anni. In quel periodo, ovunque posassi lo sguardo trovavo segnali che mi rimandavano alla fantasia di Charles Lutwidge Dodgson alias Lewis Carroll. Dovevo eliminare l’onta della mia limitata conoscenza.

Grazie al cielo la prefazione, peraltro scorrevole e affascinante, di Luigi Lunari il film disneyano risulta essere una stretta sintonia e un’efficace collaborazione tra due linguaggi espressivi diversi quali, in questo caso, la parola e l’immagine.

Con gioia ho ritrovato i personaggi che più ho amato, quelli che mi facevano mettere sull’attenti non appena giungeva la scena in cui sarebbero comparsi e, con altrettanto divertimento, ne ho conosciuti di nuovi vagando, senza meta, in una onirica poesia. Sarà che ho un lato un po’ bislacco ma mi trovo bene sia sull’isola che non c’è sia nel mondo sotterraneo e misterioso del paese delle meraviglie.

Alice nel paese delle meraviglie: lo Stregatto e il Brucaliffo

Certo è che in ogni luogo che decidi di visitare senti il bisogno di trovare dei punti di riferimento con i quali orientarti. Le mie guide predilette sono il Brucaliffo e lo Stregatto.

Il Brucaliffo o bruco nel libro, è alquanto noioso ed è meglio accertarsi di avere una risposta a prova di bomba quando ti domanderà chi sei ma non preoccuparti, una volta posta la questione se la sarà già dimenticata e potrai proseguire il tuo viaggio. Senza aver trovato una risposta plausibile e ben definita alla “bruchesca” interrogazione ma con gli strumenti giusti per arrivare a capirlo.

Lo Stregatto è il mio mito, decisamente infido, ma comunque un mito. Il disegno  e il modo che ha di apparire è decisamente inquietante, con quel sorriso sul maligno andante. A lui non interessa sapere chi sei ma dove vuoi andare, perché, se non lo sai questa è l’affermazione che riceverai:

«Allora, non importa neanche da che parte vai».

Oh caspita, ho fatto la rima! Non è meraviglioso? Il libretto di Lewis Carrol è questo, un tripudio del non sense, dell’illogico, dell’irrazionale, del fantastico e dell’onirico e per goderselo basta seguire il consiglio del re:

«Inizia dall’inizio e vai avanti finché non arrivi alla fine: poi, fermati».

Fermati, c’è la sorpresa!

Ciao, sei arrivato fin qui? Perfetto, vuol dire che la mia lunga introduzione non ha scalfito la tua curiosità. La sorpresa è una mini intervista ad Alessia Coppola, titolare del blog Anima d’Inchiostro, illustratrice, scrittrice di libri per ragazzi e tanto altro ancora.

L’ho conosciuta su Facebook  e, a parte il suo talento artistico, a colpirmi è stato il suo grande amore per Carroll. Ho voluto prenderla in contropiede e le ho posto tutte le domande che mi venivano in mente sull’argomento di oggi. Ecco il risultato:

Ciao, come stai? Posso chiederti delle cose riguardo ad Alice in Wonderland?

Ciao Rita, certo che puoi.

Mumble, tu a che età hai letto Alice nel paese delle meraviglie e quali sono le caratteristiche che ti hanno colpito di più?

L’ho letto a undici anni, quando ero a scuola. A colpirmi era stato l’universo impossibile creato Carroll. Non ho amato Alice da subito ma il suo mondo sì.

In che senso non hai amato Alice?

L’avevo trovata troppo svampita, con poco spessore.

Personaggio preferito e perché?

Da bambina preferivo il Bianconiglio e lo Stregatto. Ma adesso, il Cappellaio.

Motivi?

Per quanto riguarda il Bianconiglio, avrei voluto incontrarlo e seguirlo e finire anch’io nella sua tana. Mentre dello Stregatto mi affascinava il suo essere sfuggente. Adesso amo il Cappellaio perché è il mio Cappellaio e leggendo “Alice from Wonderland” si capirà perché.

Proprio per questo ti ho contattato, ho notato che il tema di Alice è ricorrente nei tuoi lavori però, perdonami, fai talmente tante cose che mi perdo…

“Alice from Wonderland” è il mio ultimo romanzo, uscirà edito dalla Dunwich il 22 aprile.

Ricapitolando, sei blogger, recensore, illustratrice e autrice di libri per ragazzi… (Ho dimenticato qualcosa?)

A volte canto, ma non lo faccio da anni, ormai.

Posso chiederti un’ultima cosa?

Vai!

Tempo fa mi hai invitata a far parte del tuo gruppo Facebook, Anima d’Inchiostro. Sinceramente, ho provato a spiegarti che non avevo nessun blog ma tu mi hai iscritta lo stesso. Perché hai aperto questo spazio (oltretutto ricco di realtà web legate al mondo dei libri) e quali obiettivi si pone?

È molto semplice, l’idea del blog è nata per sostenere altri autori come me e i bei libri. Mentre i gruppi “Anima d’Inchiostro” e il novello “Alice from Wonderland” sono nati per condividere i pensieri e le riflessioni legati ad esso. Perché? Perché credo che la vera crescita sia nella condivisione.

Ottimo, che dici, condividiamo questa conversazione anche su paroleombra? Concludila tu…

Ma certo che sì. Però ora scusami, é tardi é tardi e il Cappellaio ci aspetta in “Alice in Wonderland”. Per la prossima volta però, organizziamoci per una tazza di the, così fermiamo il tempo e parliamo un po’ di più!

Sarà fatto! E tu, lettore? Come ci si sente a leggere e veder le cose sottosopra? Qualche volta può essere divertente, non trovi?

Autore: Lewis Carroll
Titolo: Alice nel paese delle meraviglie
Titolo Originale: Alice’s Adventures in Wonderland
Traduzione: Luigi Lunari
Casa Editrice: Feltrinelli
Pagine: 213
Anno di pubblicazione: aprile 2014 (XVI ristampa)
Prezzo di copertina: € 7.50

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18 Comments

  • Reply Tempo, linguaggio e #adotta1blogger | paroleombra 17 aprile 2015 at 10:45

    […] notato quanto sia preminente il concetto di tempo in Peter Pan e in Alice nel paese delle meraviglie? Capitan Uncino è stato menomato di una parte di sé ma c’è una cosa che non ha perso. La […]

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    […] l’infanzia un libro che ha sicuramente lasciato il segno è stato Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll. All’epoca non nascondo di essere stata in parte influenzata dai racconti di mia mamma che mi ha […]

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    […] E sì che di fiabe da vedere ne avevamo una bella collezione ma, no, Pinocchio mi dovevo sorbire e forse è anche per questo che preferivo, per controbilanciare o per ribellione, guardare Alice nel paese delle meraviglie. […]

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    […] bruco di Alice nel Paese delle Meraviglie mi ha sempre messo […]

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  • Reply Curriculum del lettore di Raffaele Landolfi: nome in codice Tenente Scotenna – ParoleOmbra 2 aprile 2017 at 17:06

    […] Alice nel paese delle meraviglie Fin da piccolo sono rimasto affascinato dalla fantasia dei sogni, e quando ho letto per la prima […]

  • Reply Curriculum del lettore, letture della fotografa Ilaria Bo – ParoleOmbra 4 aprile 2017 at 11:04

    […] l’infanzia un libro che ha sicuramente lasciato il segno è stato Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll. All’epoca non nascondo di essere stata in parte influenzata dai racconti di mia mamma che mi ha […]

  • Reply Libri e segnalibri, di tutto un po' – ParoleOmbra 5 aprile 2017 at 11:35

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