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Leggere Raymond Carver: Vuoi stare zitta, per favore?

1 aprile 2015
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Catturata dalle pagine de Il mestiere di scrivere di Raymond Carver e del dietro le quinte di uno scrittore mi sono fiondata in libreria per acquistare la celebrata raccolta di racconti carveriani, edita Einaudi e intitolata Vuoi stare zitta per favore?

Sono 22, meravigliose, short stories da leggere con parsimonia perché, come dichiara Haruki Murakami:

«Ogni racconto di questa raccolta è affilato e pesante come un cuneo di ferro. Ancora oggi possiamo sentire la forza di quella incisione».

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La considerazione di Murakami è stupenda. Affilato, pesante e incisione sono quelle che considero le parole chiave da seguire per capire la prosa di Raymond Carver e sulle quali mi baso per scrivere la mia umile recensione di Vuoi stare zitta per favore.

Ogni parola, ogni frase e ogni sviluppo narrativo dei racconti letti mi ha ipnotizzato, come il suono dei coltelli preparati prima di effettuare un qualsiasi tipo di taglio. Un suono che ti entra nel cervello e mantiene il lettore in uno stato di forte aspettativa. Carver è affilato perché le situazioni e le cornici che costruisce in ogni suo lavoro obbligano chi lo legge a porsi delle domande, a riflettere e a formulare delle probabili congetture su come si muoveranno i personaggi messi in campo.

Da una parte subentra un processo di identificazione che crea l’illusione di conoscerli eppure, giunti alla fine di ogni storia si rimane con un po’ di amaro in bocca e non puoi fare a meno di continuare perché quel mondo mostrato dalla sensibilità dell’autore ha già attecchito, ti è entrato dentro e non riesci a liberartene.

Qualcosa non torna, vuoi qualcosa di più e invece di arrabbiarti, lo rileggi. Questo perché nel momento in cui credi di essere giunto ad una risposta alle domande indotte non hai il tempo di verificarle che il palcoscenico carveriano si interrompe.

In poche pagine, una qualche forza di gravità ti trascina e ti immerge sempre più nelle pagine di Vuoi stare zitta per favore? Ogni testo narrativo possiede una sua energia precisa, costante e continua ed è in questa accezione che io lo assocerei alla parola pesante, non perché è noioso ma perché, nella sua brevità, l’autore espone una stratificazione di sentimenti e di riflessioni incredibile.
E infine, che cosa c’è di più affilato e pesante di un cuneo di ferro? La penna di Raymond Carver non solo effettua un’incisione che colpisce il lettore ma lascia un vero e proprio solco da colmare. Questo perché nessun racconto si conclude veramente ma la risposta rimane sospesa nell’aria, effimera, eterea eppure così vicina dal sentirsi a un passo dal coglierla.

Inizialmente avrei voluto prendere qualche racconto e analizzarlo più approfonditamente ma alla fine ho rinunciato per due motivi. In primo luogo recensire adeguatamente Raymond Carver è per me come scalare il K2 in tenuta estiva e scarpa da ginnastica e, in secondo luogo, oggi mi sento un po’ dispettosa e preferisco consigliarti di leggerlo perché sono curiosa di sapere cosa ne pensi.

Nel frattempo ti indico quali mi sono piaciuti di più.

Raymond Carver: i miei preferiti in Vuoi stare zitta, per favore?

  • Grasso, dove si illustra una conversazione tra amiche che ha l’aria di introdurre sviluppi interessantissimi,
  • Che si fa a San Francisco? Non so perché ma il postino ficcanaso che si fa gli affari suoi e crede nel valore del lavoro l’ho trovato divertente. Sottolineata la massima del protagonista che recita:

«Se uno non lavora, ha troppo tempo a disposizione, troppo tempo per pensare a se stesso e ai suoi problemi»

  • Infine, con Biciclette, muscoli e sigarette si ha un caso misterioso, una scazzottata e uno spaccato di vita familiare dove la riflessione cade sul rapporto padre e figlio.

Spesso li rileggo e ho come la sensazione di scoprirvi sempre qualcosa di nuovo. Ti è capitata la stessa cosa?

Autore: Raymond Carver
Titolo: Vuoi star zitta, per favore?
Titolo Originale: Will You Please Be Quiet, Please?
Traduzione: Riccardo Duranti
Casa Editrice: Einaudi
Collana: ET Scrittori
Pagine: 234
Anno di pubblicazione: Ristampa 2015
Prezzo di copertina: € 11

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1 Comment

  • Reply Film e libro: Chicago e Racconti dell’età del jazz | paroleombra 24 giugno 2015 at 9:38

    […] ho fatto per Raymond Carver quando ho commentato i suoi racconti raccolti in Vuoi stare zitta per favore?  anche con Fitzgerald non voglio arrischiarmi in una dettagliata analisi e preferisco fare un […]

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